Le periferie possibili: sognare fuori dal centro
Appunti sparsi, e strumenti utili da IMPOSSIBILE 2026
Vorrei un quartiere che diventi la mia casa al di fuori di casa mia
Ludovica, Reggio Calabria
Cosa rende un quartiere un luogo che permette ai giovani non solo di vivere bene tutti i giorni ma anche di sognare?
Questa domanda ci ha guidato nella preparazione all’edizione 2026 di IMPOSSIBILE, la biennale dei diritti dell’infanzia e dell’adolescenza di Save the Children, quest’anno incentrata sul tema delle periferie.
Abbiamo guardato alle esperienze dei nostri territori, da nord e sud Italia, e abbiamo raccolto le azioni svolte dai gruppi locali del Movimento Giovani, dai Comitati di Innovazione di Save the Children e dalla nostra redazione, focalizzandoci su sfide, opportunità e narrazioni.
Periferia delle opportunità
C’è un tema che ha attraversato tutte le esperienze e che abbiamo ritrovato anche durante IMPOSSIBILE: la cosiddetta “periferia” è un termine che porta con sé pregiudizi e stereotipi, una narrazione che spesso cambia concretamente la vita di chi la abita.
Dalla ricerca di Save the Children “I luoghi che contano” emerge che il 49% di adolescenti che vive in periferia ritiene che il proprio quartiere sia giudicato negativamente dalle altre persone.
Volevamo partire da qui e fare un esercizio per cui ci stiamo allenando da tempo: cambiare prospettiva.
Le “periferie”, termine che magari un giorno riusciremo a modificare o risignificare, non più raccontate dall’alto, da fuori (o dal centro), non più raccontate con una generalizzazione che le vede tutte uguali, ugualmente brutte, ugualmente degradate, ugualmente pericolose.
Le “periferie” viste da noi, dall’interno sono luoghi di attivismo, di resistenza, comunità, solidarietà, bellezza e opportunità.
Questo non significa non voler vedere problemi e contraddizioni. Non significa smettere di rivendicare diritti e far sentire la propria voce.
Significa accogliere voci diverse e rendere visibili buone pratiche e luoghi troppo spesso lasciati indietro dalle istituzioni.
I dialoghi possibili
Con questa convinzione ci siamo sedutɜ ai tavoli di lavoro di IMPOSSIBILE, lo scorso 21 maggio: tre tavoli di lavoro paralleli in cui rappresentanti del Movimento Giovani, dei Comitati di Innovazione di Save the Children e di Scomodo si sono confrontatɜ con espertɜ del mondo della cultura, della società civile e del settore privato, decisori pubblici e rappresentanti istituzionali, condividendo esperienze e punti di vista per arrivare alla definizione di idee e proposte concrete di cambiamento.
Il futuro dei luoghi
Nel nostro Spazio Giovani abbiamo immaginato futuri possibili per i luoghi che abitiamo, un esercizio di immaginazione che si trasforma in pratica quotidiana.
Credits: foto di Lorenzo De Filippo, @lorenzoodefilippo per Scomodo
Torniamo a casa con le energie ricaricate per continuare il nostro lavoro e strumenti in più per costruire città possibili.
Ve ne lasciamo qualcuno:
- Petizione per chiedere una legge che istituisca, nei territori più vulnerabili, spazi socio-educativi: luoghi pubblici accessibili, sicuri e accoglienti, aperti il pomeriggio, la sera, nei weekend e d’estate.
Se hai più di 18 anni, firma qui e diffondi la petizione - Approfondisci il tema attraverso i dati della ricerca di Save the Children “I luoghi che contano”
- Leggi il numero d’archivio del nostro magazine dedicato alle periferie e i tutti i nuovi numeri qui
- Scopri la fanzina di Scomodo “La città impossibile. Cartografia critica collettiva 2026” realizzata a conclusione del percorso di coordinamento del comitato di pilotaggio per la ricerca di Save the Children
E poi:
puoi unirti a uno dei nostri gruppi locali, alla nostra redazione o alla community online del Movimento Giovani: ti aspettiamo qui!